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Cadolingi
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I mwawCadolingi furono una famiglia comitale feudale toscana, di probabile origine mwbalongobarda, attestati dalle fonti documentarie tra il 923 e il 1113. Secondo alcuni storici deriverebbero da un singolo ceppo familiare comune con altre due famiglie comitali che ebbero ruolo importante nella storia toscana: i mwbqDella Gherardesca ed i mwbgGuidi (quelli che tentarono ai tempi di mwbwMatilde di Toscana con mwcaGuido Guerra I di elevarsi a dinastia ducale toscana)cite-ref-1[1].

Contents

Storia
Note

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Storia

Ebbero il titolo di mwdwconti di Pistoia e di mweaFucecchio ma i loro feudi si trovavano presso la mweqVal di Pesa, le mwegColline di Lari nelle mwewColline Pisane, il mwfaValdarno a sud-ovest di Firenze e in mwfqMugello.

Parteciparono attivamente alle lotte religiose in mwhgToscana. Inizialmente il loro appoggio andò al partito riformista sostenitore del papato, tanto che Lotario dei Cadolingi pose la mwiaBadia a Settimo quale centro della diffusione dei princìpi riformisti in mwiqToscana.

In seguito si schierarono dalla parte di mwiwUgo II di Toscana, capo del partito filoimperiale.

La famiglia si estinse nel mwjq1113 con Ugo detto Ugolino, la cui eredità confluì in vari altri casati, tra i quali quello degli mwjgUpezzinghi, gli mwjwAlberti e i mwkaGuidi.

La famiglia fondò numerosi castelli, affiancandoli a monasteri nei territori posseduti: rimane oggi una torre del mwkgcastello di Salamarzana a Fucecchio (l'attuale Torre Grossa del parco Corsini), il mwlamonastero di San Salvatore (Fucecchio) sul Poggio Salamartano a Fucecchio, l'mwlgabbazia di San Salvatore a Settimo, presso mwlwScandicci e la mwmabadia e chiesa di Santa Maria a Morrona nei pressi di mwmqTerricciola e mwmgCasciana Terme Lari.

La famiglia mwnaGangalandi subentrò ai Cadolingi nel dominio di mwnqLastra a Signa.

Una tradizione mwnwstoriografica mwoaottocentesca, basata su un documento che si è rivelato successivamente un falso moderno,cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] fa risalire ai Cadolingi le origini dei mwqqBuonaparte.

Note

cite-note-11. mwsamwsqmwsgCadolingi - Enciclopedia, su mwswTreccani. mwtaURL consultato il 25 giugno 2025.
cite-note-22. Luigi Passerini, mwuaDella origine della famiglia Bonaparte, in Arch. stor. ital., n.s., III (1856), pp. 29-65; IV (1857), pp. 43-83;
cite-note-33. mwvaHansmartin Schwarzmaier, mwvqDizionario Biografico degli Italiani, vol.mwvg 16, 1973. mwwa«Ma la confusione più grande l'ha provocata lo studio del fiorentino Passerini, che nel 1856 fece risalire l'albero genealogico dell'allora regnante Napoleone III direttamente ai Cadolingi. La sua argomentazione, allora molto apprezzata, si basava su un documento (conservato nell'Archivio di Stato di Firenze), del 15 maggio 1235, redatto a Fucecchio, secondo il quale un certo Jamfaldus di Firenze avrebbe fatto, per sé e per la sua famiglia, una donazione all'ospedale di Rosaia. Come figlio di Jamfaldus viene nominato un "Willielmo qui nuncupatur Bonaparte", e come fondatore dell'ospedale il gran conte Ugo, un antenato (abavus) di Jamfaldo. Basandosi su questo documento il Passerini stabilì un legame tra la casa Bonaparte e i C. e pensò di poter risolvere anche gli altri problemi genealogici. Non sappiamo se il Passerini, che dirigeva la mwwqBiblioteca Magliabechiana di Firenze ed aveva una lunga esperienza di studio su manoscritti, non si sia accorto che il documento del 1235 era una grossolana falsificazione moderna, o se, contro ogni evidenza, egli volesse attenersi ad esso per rendere omaggio con la sua opera all'imperatore francese. In ogni caso la sua costruzione genealogica non regge ad un esame critico e lo studio degli avvenimenti relativi alla famiglia dei Cadolingi si deve limitare perciò ai due secoli compresi tra il 923 e il 1113, durante i quali furono una delle famiglie più potenti di Toscana»

Bibliografia

• citerefdbiHansmartin Schwarzmaier, CADOLINGI, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973.

• Rosanna Pescaglini, I Conti Cadolingi mwxw